martedì 30 settembre 2014

Piccole cose belle: maratone di lettura ("Septubeathon")

Per la prima volta nella mia vita da lettrice, ho deciso di partecipare a quella che viene chiamata una "maratona letteraria". Ci tengo a virgolettare il termine perché, è una classificazione, una denominazione che non apprezzo molto.

Maratona mi fa subito pensare alla competizione, alla fatica, che termina con una vittoria o una sconfitta, tutti elementi che non li vedo assolutamente collegati al piacere di leggere. Certo, scegliendo di partecipare bisogna un minimo mettersi alla prova, magari cercando di ritagliare più tempo possibile alla lettura, oppure affrontando quel tomo enorme che ci attira da tanto ma che non abbiamo mai la forza di iniziare, però si tratta di sfidare se stessi. Non è una gara, non è la corsa a chi divora più pagine in meno tempo, a chi è più furbo nella scelta dei titoli per "vincere".

Sottolineo queste cose perché altre volte ho seguito iniziative del genere o simili, sempre da spettatrice, senza partecipare, e mi sembrava venisse svalutato ciò che si stava facendo, trasformando tutto in moda, mostra di se stessi e delle proprie abilità, ma soprattutto mercificazione del libro e della lettura.

Dal mio punto di vista invece, un'esperienza di questo tipo è utile e divertente solo se la si vive giocando. Nel mio caso, ero talmente piena di buoni propositi, da decidere di partecipare a tutte le "sfide", mettendomi in gioco totalmente. E, come già immaginerete, "fallendo" (se la vediamo come gara!) miseramente. Troppa carne al fuoco.

Ciò che mi ha coinvolta di più è stata la scelta dei libri in base alla "sfide"/categorie proposte. Ho impiegato qualche ora nello spulciare a fondo la libreria (con questa scusa l'ho anche spolverata e risistemata, finalmente!), per trovare un titolo, un autore, un tema, una copertina che fosse attinente e che allo stesso tempo mi chiamasse alla lettura proprio in quel momento. Mi sono sentita come una bambina che deve scegliere tra i suoi amati giocattoli. Deve sceglierne uno da portare con se, rinunciando agli altri. Una decisione difficile, per non dire impossibile, che mi ha però riempito di energia e buona volontà.
Scelte compiute senza esagerare, evitando libri di venti pagine (mi sembrava di barare perché tutti presentavano titoli più o meno sostanziosi), ma neanche quelli di mille (che sapevo già, non avrei mai terminato).Titoli e autori molto vari, che spaziavano da fumetti, a libri per bambini, a narrativa, in modo da cambiare generi per non stancarsi o appesantirsi troppo.
Spulciando tra le scaffalature ho "ritrovato" alcuni titoli accantonati da tempo, che hanno fatto nascere in me sentimenti contrastanti. Alcuni li avrei voluti rileggere lì, subito, in seduta stante; altri invece ho deciso di "lasciarli andare", scambiandoli, perché non avevano mai suscitato l'interesse giusto; altri ancora, in attesa di essere letti, mi hanno fortemente attirata, e mi sono ripromessa di leggerli appena terminata la maratona.

Fatta la scelta e compilata la mia lista, sorge un'altra riflessione. Tutte le volte che siamo coinvolti in qualcosa di preciso, già definito, che in qualche modo è obbligatorio, imposto, si cerca di fuggire. Il lettore forse ancora di più. E in parte è successo proprio questo. Ero così contenta delle mie scelte, così curiosa e interessata che, terminata la prima settimana di lettura, avevo già bisogno di evadere. Ero incuriosita da tutto fuorché quello che mi stava aspettando. Ho addirittura ripreso in mano ebook ed ereader, che da qualche mese avevo abbandonato perché, per qualche oscuro motivo, riuscivo a leggere solo in cartaceo. Un aspetto che mi ha fatto riflettere molto e al quale non mi sono ancora pienamente data risposta.

Comportamento che ho assunto durante la maratona, e che mi è piaciuto talmente tanto da continuare a praticarlo anche in seguito, è quello di scrivere orario e luogo di inizio e fine lettura. Un'abitudine semplice, ma carina, soprattutto quando in futuro si riprenderà in mano quel libro e vi si troveranno appuntati questi piccoli ricordi. Interessante anche perché rivela ad esempio quanto certe pagine abbiano richiesto tempo e fatica, come altre invece, anche se poche, ci hanno catturato a lungo a riflettere o come una cinquantina di queste siano state divorate in un secondo.

(Non sto neanche a sottolineare il fatto che in quelle due settimane di maratona me ne siano successe di tutte e di più, avendo così pochissimo tempo da dedicargli. Ma si sa, progetti e buoni propositi sono creati proprio per essere infranti.)

Aspetto che ho apprezzato tanto è stato il confronto e la comunicazione con altri partecipanti, scoprire che un po' tutti stavano disperando per il poco tempo da offrire a questa esperienza, ma anche il divertimento nel vedere che tutti eravamo sulla stessa barca, che tutti ci eravamo sbizzarriti nelle scelte e ne andavamo fieri, che tutti erano entrati in crisi dopo pochi giorni, qualcuno anche abbandonando tutto. Poi invece c'è chi ha superato limiti personali, per esempio leggere un ebook invece di un cartaceo, chi ha raggiunto obbiettivi personali, come leggere almeno 300 pagine al giorno, in un modo o nell'altro, chi ha impiegato la passione che doveva usare in questa maratona in tutt'altro, tuffandosi in una nuova avventura che l'ha ritemprato, magari sconfiggendo quella dannata crisi del lettore.

Tanti modi diversi eppure affini, tutti lontani ma vicini. Ancora una volta la lettura avvicina e crea momenti di condivisione piacevoli, che fanno riflettere e ci aiutano a concludere giornate, settimane pesanti e difficili.

Ora, dopo tutte le varie riflessioni del caso, suscitatemi da questa bella avventura, vi spiego come funzionava questa "Septubeathon". Intanto sottolineo il fatto che ho scelto di parteciparvi perché è stata la prima maratona italiana di questo tipo, quindi ero felicissima di sostenere una nuova iniziativa, ed inoltre era organizzata da due blogger e Youtuber che apprezzo molto, ovvero Valentina ed Eleonora.

La "sfida" consisteva nel leggere tra l'8 e il 21 settembre, più libri possibili tra quelli scelti per le diverse categorie. Le challenge:

1) un libro (in base a titolo o autore) per ogni vocale (A, E, I , O, U);

2) un libro scritto da un'autrice donna;

3) una raccolta di racconti;

4) un libro (in base a copertina, titolo o temi) per ogni stagione (autunno, inverno, primavera, estate);

5) un libro autobiografico;

6) un libro (sempre in base a copertina, titolo o temi) che centrasse con un elemento (aria, acqua, terra, fuoco);

7) un libro dal quale sia stato tratto un film.

Essendoci numerosi punti, era possibile utilizzare uno stesso titolo per più categorie, ad esempio leggendo un libro di un'autrice, il cui nome iniziasse per A e che il titolo ricordasse la primavera si coprivano direttamente tre "sfide". Oltre ai libri si poteva leggere di tutto, manga, fumetti, albi illustrati, saggi, riviste o pubblicazioni particolari...ecc. Nessun limite in questo senso, per rendere tutto più piacevole, vario e particolare. Altra possibilità era quella di non partecipare a tutte le challenge, ma solo ad alcune di esse, a proprio piacimento. Quindi in generale, pochi obblighi e poche regole, tutto dipendeva dal concorrente-lettore e dalla sua voglia di fare e divertirsi.

Le mie scelte sono state:

1) A: David Almond "Il grande gioco"; (Lettera che alla fine ho sostituito in corso d'opera con il                primo volume del manga "Letter Bee" di Hiroyuki Asada, causa il troppo poco tempo per                    leggere e Almond merita assolutamente tutta la mia attenzione.)




    E: "End, vol.1 Elizabeth" Canepa, Merli (Fumetto in grande formato, cartonato francese. E' la                genesi di una storia gotica e oscura, con protagoniste giovani studentesse, adolescenti, che                  hanno a che fare con segreti ed eventi inspiegabili. Disegni e colori magistrali grazie all'unione            di queste due bravissime artiste.)




     I: "Ieri" Agota Kristof (che purtroppo non sono riuscita a leggere!)




    O: "L'animale d'allevamento" Kenzaburo Oe (Prima volta che affrontavo questo autore                            giapponese, il quale mi ha sorpreso positivamente, nonostante la storia forte, cruda e velata di              tristezza e malinconia. Interessante quanto sia importante il tema dell'infanzia in questo                        racconto. Un'infanzia che sa già cos'è la morte, che non la teme più di tanto, ma soprattutto che,          anche questa volta, viene delusa dagli adulti. Una vera e propria perdita di fiducia nei confronti          dei "grandi" che non fanno niente per comprendere, aiutare, proteggere i giovani coinvolti.                  Davvero consigliato.)




     U: "L'amico ritrovato" Fred Uhlman (Un importante classico che fino ad ora, ahimè, non avevo             ancora letto. Come sempre, le storie riguardanti questo periodo storico indignano, fanno male,             fanno riflettere e ci auguriamo che non debbano verificarsi mai più. Proprio per questo è giusto           leggerle, per essere consapevoli che un certo tipo di pensiero è sbagliato, discriminante, cattivo           e magari fulcro nel tempo di un ingiustizia, cattiveria. L'aspetto che ho molto apprezzato è il               fatto che non succeda niente di violento, terribile, come possiamo leggere in un Primo Levi, ma           quel poco che accade è devastante.)




2) "Il ponte galleggiante" Alice Munro (Grande autrice molto conosciuta ultimamente anche grazie al Nobel ottenuto nel 2013. Autrice che non avevo ancora affrontato e della quale mi sono innamorata! In questo piccolo libricino erano raccolti due racconti, e li ho amanti entrambi, profondamente. Uno stile di scrittura che scorre via, veloce, dal quale non ci riesce a staccare. Storie velata dalla tristezza, dal dolore, reali, nelle quali molti di noi, almeno in parte, vi si possono riconoscere.)




3) "La cagnetta" Vasilij Grossman (Autore russo, anche questo affrontato per la prima volta, del quale avevo sempre sentito parlare, benissimo, e che quindi mi incuriosiva da tempo. Anche in questo caso ho amato molto lo stile di scrittura, diretto e chiaro, tagliente a volte. Dei tre racconti, il primo non l'ho compreso a fondo e merita una rilettura, gli altri due mi hanno davvero conquistata. Fanno parte della produzione incentrata sugli animali, che utilizza come "mezzo" per mostrare quanto l'uomo li sfrutti, li illuda, li maltratti nonostante questi ci offrano tutto di loro stessi.)




4) AUTUNNO: "Una stanza tutta per sè" Virginia Woolf (Lettura che non ho terminato e che                                     sinceramente sul momento non mi aveva presa molto. Lo rileggerò e terminerò                                     sicuramente, perché credo siano un testo breve, ma comunque ricco di riflessioni e                               piccole verità che meritano l'attenzione giusta. Titolo scelto perché il titolo mi                                       ricordava l'autunno, con i suoi primi freddi e la voglia di rintanarsi nel proprio                                       rifugio, al riparo dalle intemperie.




     INVERNO: "Babbo Natale" Raymond Briggs (Grande illustratore per l'infanzia, dallo stile                                      rotondeggiante, inconfondibile! Autore di albi illustrati che sono ormai classici, che                              racconta storie delicate e ironiche, che sanno divertire i più piccoli e farli riflettere,                              magari su esseri e personaggi famosi per loro ma inconsueti, come Babbo Natale, o                              un pupazzo di neve.)




     PRIMAVERA: "Mi porti al parco?" Fabian Negrin (Albo del quale ho già parlato ampiamente                                    sul blog, qui. Anche questo una piacevolissima sorpresa che non posso non                                          consigliare. Scelta anche questa volta suscitatami dal titolo, richiesta che trovo                                      molto attinente alla stagione primaverile.)




      ESTATE: "Il balcone" Jean Genet (Testo teatrale che mi incuriosiva molto ma che non sono                              riuscita a leggere. Collegato immediatamente all'estate, mi fa pensare a quando la sera                          si sta sul balcone per sentire la lieve brezza, allietandosi con un po' di frescura prima di                        coricarsi.)




5) "Lettera al padre" Franz Kafka (Lettura del quale non so bene come parlarne, perché non trovo le parole giuste. Dico solo che va fatta, almeno una volta nella vita, perché tocca corde dell'animo umano importanti e comuni a molti di noi. Perché, benché con mio padre vada d'accordo, in alcuni punti mi ci sono riconosciuta e mi sono sentita come il giovane Kafka.)




6)  TERRA: "Il segreto del bosco vecchio" Dino Buzzati (Per me Buzzati è la coperta calda, il rifugio, la lettura che non delude mai anche quando schifi e odi tutto. Fin'ora, ciò che ho letto di lui mi ha sempre colpita, affascinata, conquistata, portandolo a diventare uno dei miei autori preferiti. Lo leggo con calma, gustandomi ogni parola e situazione che sa creare e cerco di far durare le sue storie, la sua bibliografia il più a lungo possibile, tenendoli per i brutti momenti. Questo titolo non l'avevo ancora letto, ma avevo visto qualche anno fa il film che ne aveva tratto Olmi nel '93 ed è stato amore profondo. Un inno alla natura, alla cattiveria dell'uomo, al suo maltrattarla sempre senza capirne il valore e quanto questa sia comprensiva con lui. Non manca la figura di un adulto burbero, senza cuore, che vuole solo il peggio per il giovane nipote. Lo stesso adulto che disprezza la natura, gli animali, non comprende, anzi odia, anche la gioventù. Ma nella vita ci si può ricredere, e cambiare, magari proprio grazie all'influsso positivo dell'ambiente naturale. Non vi dico altro, solo, leggete tutto Buzzati.)




7) "Seta" Alessandro Baricco (Lettura che non sono riuscita a compiere, anche se si potrebbe parlare di rilettura, in quanto questo titolo l'avevo già letto e apprezzato vari anni fa, e che volevo riprendere per rivivere quella particolare storia d'amore, e le atmosfere giapponesi che tanto amo.)




Alla prossima maratona allora!

7 commenti:

  1. Ma sei stata bravissima, mamma mia!
    Kenzaburo Oe l'ho scoperto qualche anno fa e merita davvero.

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    1. Non è veroooo, ahahah XD erano piccoli libricini rispetto a cosa hanno letto gli altri concorrenti, però sono contenta di COSA ho letto, tutto molto bello e titoli che mi attendevano da troppo tempo^_^ Oe è davvero stato una sorpresa! Voglio reperire altro di suo, assolutamente! Grazie per essere passata ^_^ <3

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  2. Molto interessante, come sempre :) !
    Pensa che io ho appena terminato di leggere "Quando soffia il vento" di Raymond Briggs e non ho potuto far altro che apprezzarlo (sia come narratore sia come illustratore). ^^

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    1. Ciao cara*_* mi sento una cacca a non averti ancora risposto alla letterina, ma ho alcune cose da raccontarti, che voglio condividere con te^_^ Sono felice ti sia interessato come "articolo", è un po' più frivolo, ma sono iniziative carine, che se ti capita di scoprire non fartele scappare :D Briggs è fantastico, io DEVO recuperare più cose, sicuramente, ma mi è bastato poco per innamorarmene! un bacione e a presto! e grazie sempre per i tuoi commenti<3

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  3. Peccato per la Kristof e Genet, spero riuscirai a recuperarli al più presto!
    Kenzaburo Oe l'ho sentito nominare per la prima volta poco tempo fa, leggendo "Norwegian Wood" di Haruki Murakami...
    Complimenti anche per le scelte di Grossman e Buzzati :)

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    1. Scusa per il mega ritardo nella risposta -.- La Kristof fortunatamente l'avevo già letta, anche vari altri suoi titoli, quindi sarebbe stata una rilettura :D Genet devo ancora affrontarlo invece, ma verrà il tempo anche per lui!

      Di Oe ho letto solo quello, ma è stata una gran bella sorpresa, quindi spero di leggere altro prima o poi. Buzzati lo amo, a 360 gradi. Trovo sia stato un genio, un grande innovatore, e troppo poco ricordato rispetto ad un Calvino.

      Grossman mi è piaciuto molto quindi spero di prendere prima o poi raccolte più corpose o comunque libri più lunghi.

      Grazie per essere passata ^_^

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    2. Scusa per il mega ritardo nella risposta -.- La Kristof fortunatamente l'avevo già letta, anche vari altri suoi titoli, quindi sarebbe stata una rilettura :D Genet devo ancora affrontarlo invece, ma verrà il tempo anche per lui!

      Di Oe ho letto solo quello, ma è stata una gran bella sorpresa, quindi spero di leggere altro prima o poi. Buzzati lo amo, a 360 gradi. Trovo sia stato un genio, un grande innovatore, e troppo poco ricordato rispetto ad un Calvino.

      Grossman mi è piaciuto molto quindi spero di prendere prima o poi raccolte più corpose o comunque libri più lunghi.

      Grazie per essere passata ^_^

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